La domotica ha radici relativamente giovani se considerate nella prospettiva della ricerca dell’uomo di nuove soluzioni che rendano confortevole e efficiente la propria casa o azienda.

Se proprio vogliamo trovarne l’inizio, è del 1907 il primo impiego, in un albergo di Chicago, di un impianto di aria condizionata automatico.

Dagli anni ’50 del secolo scorso si è cominciato a parlare di domotica e gestione intelligente degli ambienti.

Ma è solo negli ultimi 20 anni, anche grazie ai progressi di ingegneria, elettronica e soprattutto informatica, che il grande fluire di tecnologie ha preso una sua forma autonoma.

Non solo. L’aumento della cultura informatica diffusa e, soprattutto, la diminuzione dei costi d’impianto (non disgiunta da un aumento del potere d’acquisto grazie soprattutto ai figli degli anni ’60 e ’70) stanno creando l’ambiente ideale per la definitiva affermazione della domotica, non solo nelle fasce di reddito più alte della popolazione.

Ma cosa intendiamo quando parliamo di domotica o home automation? In linea di principio, parliamo di un edificio pubblico o privato, dove un sistema informatico centrale gestisce alcune o tutte le caratteristiche termiche, idrauliche, elettriche dell’edificio stesso.

A ciò si aggiunge la possibilità di gestire le opzioni di comfort, sicurezza, gestione e controllo dei consumi che rendono il sistema domotico il palcoscenico ideale delle nuove tecnologie.

La Smart Society diventa Smart Home.

Quindi una casa domotica è spesso definita “smart home” proprio perché le apparecchiature e i sistemi presenti sono capaci di svolgere funzioni programmate dall’essere umano o addirittura svolgere funzioni autonome, in modo completo o parziale.

Chi vive una casa domotica può quindi decidere di automatizzare tutte quelle operazioni che vengono svolte quotidianamente e in maniera meccanica. Un esempio è accendere le luci, alzare le tapparelle al suono della sveglia, accendere le luci, regolare la temperatura o gestire il sistema d’allarme.

Una ultima notazione di Sistema prima di inoltrarci nelle innumerevoli opzioni offerte: in passato ci trovavamo di fronte a problemi di standard di comunicazione tra le applicazioni. Ogni azienda tentava la strada del proprio standard provocando un effetto contrario al desiderio di diffusione della domotica: i sistemi non dialogavano tra loro. In questi ultimi anni, grazie alla diffusione della Rete, del bluethoot, del Konnex, dei sistemi radio, tutti i produttori hanno finalmente capito che la collaborazione tra le aziende lavora per la diminuzione dei costi, per la diffusione del prodotto e per una sempre maggior penetrazione nel mercato.

Per approfondire l’argomento domotica vi consigliamo di leggere questo articolo.