Oggi parliamo di condizionamento. Con i primi caldi, infatti, sentiamo l’esigenza di ripararci nelle nostre confortevoli case per trovare refrigerio.

Ma quando poi la calura impazza, le mura si arroventano e i muri delle case non riescono a smaltire il calore accumulato durante il giorno.

E’ giunto il momento dell’anno in cui ci pentiamo di non aver acquistato quel prodotto di condizionamento o meglio che climatizzi gli ambienti surriscaldati dove siamo costretti a vivere. E solitamente questo diventa oggetto di polemica familiare tra i pro e i contro il condizionamento.

Non tutti sanno che, tuttavia, la temperatura non è l’unico fattore che influisce negativamente o positivamente sul comfort di un ambiente.

L’altro elemento fondamentale è la percentuale di umidità che influisce sulla percezione della temperatura accentuando il fastidio ed i problemi sia in caso di temperature troppo alte che troppo basse.

Senza entrare nel tecnico (umidità assoluta, specifica o relativa) basti sapere che è la relazione tra temperatura e umidità che crea più o meno comfort.

Idealmente all’aumento della temperature dovrebbe corrispondere una diminuzione della percentuale di umidità.

Ad esempio, se dentro casa avete una temperatura di 20°, l’umidità dovrebbe stare intorno al 70%. Con 3 gradi in più si deve scendere ad un tasso del 60% e così via.

Diventa quindi intuitivo che per far questo sono necessarie apparecchiature di condizionamento e raffrescamento che possono essere sfruttate al meglio se vengono controllate in maniera domotica.

E non c’è da preoccuparsi dei consumi elettrici visto che oggi la tecnologia ha messo a disposizione macchine di condizionamento o umidificatori ad inverter che consumano quanto una lampadina.

Altro suggerimento che ci sentiamo di dare, per sfruttare al meglio il comfort sia estivo che invernale, è di accoppiare un impianto di riscaldamento/raffrescamento a pavimento con dei deumidificatori interni per mantenere il rapporto temperatura/umidità costante.

Poi vi sono ambienti (scuole, ospedali etc.) dove il controllo sul rapporto temperatura/umidità dovrebbe essere particolarmente attento a causa di elementi come l’età o lo stato di salute di coloro che vi sono stanziati. Il condizionamento è, come detto, un elemento fondamentale per il comfort e il benessere delle persone che vivono determinati ambienti.

Non ultimo, nelle aziende e sui luoghi di lavoro, è dimostrato come il comfort ambientale provveda ad un aumento della produttività e del buon vivere quotidiano.

Insomma, a ben vedere, l’investimento sulla qualità dei nostri ambienti domestici, pubblici o lavorativi, è ripagato dal benessere generale di lungo periodo. Investimento mirati al miglioramento della qualità della vita non solo per quanto riguarda il condizionamento ma anche relativi all’aspirazione centralizzata e agli impianti più strettamente riguardanti la domotica.